S come…Sapone!

Quanti tipi di sapone esistono? Quali sono i migliori? Quali i più usati? Ma soprattutto come funzionano?

Supponiamo che ci siano due ragazzi che proprio non si sopportano, Acqua e Olio. Vestono in modo diverso, fanno parte di gruppi diversi e a causa di questa diversità pensano di non poter andare d’accordo. Così, se capita per caso di incrociarsi per strada, i due ragazzi si evitano per stare quanto più lontani possibili. Supponiamo allora che ci sia un ragazzo molto sveglio, che rendendosi conto della situazione, decide di fare da intermediario. Si frappone tra i due, perchè un po’ somiglia ad uno dei due gruppi e un po’ all’altro, e quindi viene accettato da entrambi. Questo ragazzo sveglio è il nostro Sapone!

Intanto il sapone è una molecola anfipatica (no, non ho scritto male che è antipatica), ovvero una molecola a cui piace stare sia in un solvente acquoso, sia in un solvente oleoso. Questa sua capacità è facilmente spiegabile a partire dalla sua struttura: il sapone è costituito da due porzioni, una coda solubile nei solventi oleosi (per usare un termine tecnico “lipofila”), ed una testa solubile nei solventi acquosi (per usare un termine tecnico “idrofila“). Tutte le teste si disporranno verso l’acqua e tutte le code si disporranno verso l’olio o il grasso, formando una specie di bolla, chiamata micella, all’interno della quale viene “custodito” il grasso.

micella

Per tornare all’esempio precedente, Acqua e Olio non vanno più d’accordo di quanto non facessero prima, però riescono a condividere uno spazio grazie al Sapone che evita un vero e proprio contatto tra di loro.

Esistono moltissimi tipi di sapone, ma in generale sono ottenuti tutti con lo stesso procedimento schematico: si prende un trigliceride (che è il principale costituente di oli e grassi) e si fa reagire con una base; la reazione che avviene si chiama saponificazione. Il risultato della reazione è un sale dell’acido grasso, ovvero un prodotto che presenta le proprietà di “mediazione”, di cui parlavamo prima. Più recentemente sono utilizzati i “saponi non saponi” ovvero delle miscele di molecole con le stesse caratteristiche anfipatiche, ma non ottenute con questo tipo di reazione; queste sostanze, pur non essendo “naturali”, sono più delicate sulla nostra pelle (perché hanno un pH molto simile) e sono spesso mescolate ad “agenti schiumogeni”, ulteriori molecole anfipatiche che consentono al sapone e al detersivo che usiamo normalmente di fare tutta quella schiuma fantastica, ma altrettanto dannosa a livello ambientale. Se invece utilizzassimo un sapone “naturale”, perchè no, anche fatto in casa, le sostanze che sono prodotte dalla saponificazione sarebbero naturali e molto meno dannose a livello ambientale, ma non avremmo la schiuma che ci piace tanto (anche se il sapone funzionerebbe benissimo ugualmente).

Schiuma o ambiente? Non possiamo quasi mai sceglierli entrambi.

Stay Tuned

La Scienzabolaria

 

 

Post Scriptum

Per approfondire:

Wikipedia sul Sapone

Ricetta per fare il sapone in casa

I come… INCI, ovvero come controllare quello che compriamo

Un sito per controllare la nocività degli ingredienti del sapone e di altri cosmetici

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